I 5 Reali Siti e la DIOCESI DI ASCOLI

Versione stampabile

DIOCESI DI ASCOLI SATRIANO E ORDONA
Abbracciava sette località:
1°- Ascoli con numero di anime 6.000;
2°- Candela con numero di anime 5.300;
3°- Ordona con numero di anime 700;
4°- Stornarella con numero di anime 1.600;
5°- Stornara con numero di anime 700;
6°- Carapelle con numero di anime 300;
7°- Orta con numero di anime 2.500.
Eccetto Ascoli e Candela, gli altri cinque predetti paesi, denominati "Cinque reali Siti" appartengono alla Regia Giurisdizione dall'anno 1776 con decreto del giorno 9 aprile dello stesso anno, per la soppressione della Compagnia di Gesù dei Padri Gesuiti in forza della Bolla del Pontefice Clemente XIV.
Qui giova annotare che Herdonea, ossia Ordona, appartenne alla Compagnia dei Gesuiti del Collegio Romano, con l'onere di mantenere il Cappellano Curato nella Chiesa Rurale sotto il titolo di San leone Vescovo di Ascoli ed Ordona, con la pensione di centotrenta ducati annui, giusto Decreto della Sacra Congregazione del giorno 12 luglio 1642.
I paesi di Stornara e Stornarella con i territori adiacenti, furono comprati dalla predetta Compagnia gesuitica del Collegio Romano per 42.512 ducati con la mediazione del procuratore don Felice Vivo.

ASSEGNAZIONE DEI CINQUE REALI SITI ALLA DIOCESI DI ASCOLI SATRIANO- Comunicazione del Ministro Bernardo Tanucci - Napoli 21 agosto 1775
Ill.mo e Rev.mo Signore
Essendo Ascoli lontana da Ordona sei miglia e Minervino trenta, ha risoluto il Re che l'Ordinario delle popolazioni di Ordona, Orta, Stornara, Stornarella e Carapelle sia non il Vescovo di Minervino, come si era detto, ma VS.Ill.ma, per la sola ragione della vicinanza, non per le ragioni da VS.Ill.ma prodotte, le quali non hanno luogo, sì perché son quelle nuove popolazioni introdottevi da S.M., sì perché a S.M. appartiene lo assegnare i limiti alle Diocesi, ed unirle e separarle...Di S.ordine lo partecipo a SS.Ill.ma per l'uso, che convenga. Napoli à 21 agosto 1775. Ill.mo e Dev.mo Signore Bernardo Tanucci.
Monsignore Vescovo di Ascoli.
(Dall'Archivio Storico Diocesano - Ascoli Satriano, fald. I Cinque Reali Siti, Vol. I, fol.17)