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ASCOLI SATRIANO

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Città della Capitanata meridionale, nell’anno 607 fu colpita dalla peste. Subentrò ad Ordona quale sede episcopale, dopo che questa fu distrutta dall’imperatore d’Oriente Costante II nell’anno 663. Nell’anno 668 Ascoli è annessa al Ducato longobardo di Benevento e passa alle diretta dipendenze del Vescovo di Benevento. Nel 774 Arechi, duca longobardo di Benevento, nel momento in cui fonda il monastero di S.Sofia di Benevento, detrae,a beneficio dello stesso, dal territorio di Ascoli quattro Chiese, dipendenti, terre coltivabili, vigne e terreni per il pascolo del bestiame grosso. Sessant’anno dopo, il Principe longobardo di Benevento Sicario concede ancora all’Abazia benedettina di S. Sofia di Benevento 300 moggi di terra nei pressi della Chiesa di S. Decorenzio che era presente nel medioevo e si trovava non lontana da Ascoli. In quest’epoca medioevale, malgrado l’ “incastellamento” ed i dissodamenti, gli elementi costitutivi del paesaggio non combieranno: essi sono quelli di un paese abbastanza elevato e la cui parte più bassa è anche la più tardivamente valorizzata. Durante il periodo dalla metà del secolo X alla metà del secolo XII non si trova menzionato la coltivazione di olivi. In compenso colline e fondi di valli si coprono di terre coltivabili a grano e orzo, a vigne talvolta consociate ad alberi. Il vigore del rilievo e la relativa abbondanza di acqua permettono una stretta consociazione dell’agricoltura e dell’allevamento con la creazione di orti irrigui. Il paesaggio rurale della regione di Ascoli si imparenta con quello delle basse montagne dell’Irpinia e con quello delle distese più pianeggianti ed aride che dominano in Puglia. Il territorio di Ascoli appare poco popolato in epoca longobarda tranne la città stessa e pare che non abbia alcuna funzione amministrativa. Ai suoi margini si estende un grande territorio di proprietà del principe, cioè il gaio Fecline (terra generalmente boscosa, quasi simile al gualdo, ma con qualche spiazzo di dissodamento), di cui le donazioni del principe Arechi a S.Sofia di Benevento che ci fanno conoscere alcuni frammenti. Nel gaio principesco che ne ricopre i dintorni è poco coltivato: vi vivono, negli spazi dei dissodamenti, cappellani di chiese isolate e piccoli gruppi di dipendenti. E’ tra il X e il XI secolo che si costituisce una rete di insediamenti raggruppati e spesso murati. Questa evoluzione non avviene del resto senza tentennamenti. Vi è un solo punto fisso: la stessa Ascoli. qualificata come “città” assai prima di avere un Vescovo e che non perde più questo titolo. Ascoli nel medioevo era composta da tre quartieri: il primo ad essere menzionato in documenti dell’VIII secolo è quello denominato Frontino (l’attuale collina Pompei, già Torre Vecchia che corrispondava all’abitato di Ascoli medievale). Il nome di questo quartiere riappare in documenti del 1110 dove si aggiungono altri due quartieri denominati, rispettivamente, il Fondo e la Serra dimostrando così che l’abitato di Ascoli, da quell’anno, cominciava a superare le mura della città. Il quartiere Fondo, cioè la zona bassa della città, dovrebbe corrispondere al sito dove attualmente si trova il Cimitero, la vigna di Bonetti e il Convento-Monastero di S. Maria del Popolo. Il quartiere Serra sarebbe l’attuale Collina Castello che negli anni a seguire, dopo il terribile terremoto del 5 dicembre del 1456 che distrusse la città, divenne il nuovo insediamento abitativo di Ascoli. Nell’anno 835 Sicardo, Duca longobardo di Benevento, fa trasferire i resti del martire S.Potito dai pressi del fiume Calaggio-Carapelle in agro di Ascoli, dove il Santo era stato martirizzato e sepolto, all’Abazia benedettina di S. Sofia a Benevento. Nell’anno 862 Ascoli è saccheggiata e incendiata dai Saraceni. Viene incendiata anche la preesistente Chiesa su cui insiste l’attuale Cattedrale. Sull’area della Chiesa incendiata viene edificata una nuova Chiesa intitolata alla Natività di Maria. Tra la fine del IX e l’l’inizio del X secolo i Bizantini rioccupano la Puglia e costituiscono il “Tema di Longobardia” (Circoscrizione amministrativa e militare presente nell’impero bizantino) con il Catalano di Bari i cui confini passava per le città di Ascoli, Bovino e Tricarico. Ascoli passa, alla fine del IX secolo, sotto il dominio dei Bizantini e quindi nel “Tema di Longobardia” vicino alla frontiera longobarda ed è a tre riprese conquistata dai Principi longobardi di Benevento e dai loro alleati franchi..) Nell’anno 893 una Bolla del Papa Formoso assegna alla Diocesi di Benevento la Chiesa di Ascoli, pertanto, a partire dal X secolo la Diocesi di Ascoli fu suffraganea di quella metropolita di Benevento, fino al 1976, quando fu trasferita a quella metropolitana di Foggia. Nel 1986 la Diocesi di Ascoli fu accorpata a quella di Cerignola nell’unica Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. La Diocesi di Ascoli Satriano comprendeva i territori di Ascoli, Candela, Carapelle, Ordona, Orta Nova, Stornara, Stornarella, Rocchetta S. Antonio. Nell’anno 911 Ascoli è sotto il dominio bizantino, non più sotto quello longobardo. Nel mese di aprile dell’anno 921 il duca longobardo Landolfo di Capua si scontra ad Ascoli con il Generale bizantino Ursileone, lo uccide e si impadronisce della città, tenendola fino all’anno 950. Nel 943 il Vescovo di Benevento Giovanni chiede al Papa Marino II la conferma della sua giurisdizione sulla chiesa di Ascoli. Nell’anno 950 i Bizantini assediano e riconquistano Ascoli tenendola fino all’anno 969. Nell’anno 969 l’Imperatore Ottone I di Sassonia espugna Ascoli e la sottrae ai Bizantini. Ma alla partenza di Ottone, i Bizantini rioccupano Ascoli. L’esercito imperiale ritorna ad Ascoli e sconfigge duramente i Bizantini guidati dal patrizio Abdila, che, ferito, si rifugia in Ascoli, dove muore. Nel maggio del 969 Ascoli diventa Diocesi suffraganea della Diocesi Arcivescovile di Benevento e, a livello civile ritorna così sotto i Longobardi fino all’anno 982. Nel mese di dicembre dell’anno 982 il Patrizio bizantino Calocyres Delfina si impadronisce di Ascoli. nel 999 e il 2 febbraio dell’anno 1000 Gregorio Tracanioto conferma i possedimenti in Ascoli dall’Abazia cassinese. Nel 1004 Ascoli viene presa dai Saraceni. Nel 1009 Ascoli insorgere contro i Bizantini a causa dell’inverno rigido e nevoso, la peste, la carestia, la terribile moria di bestiame e il fiscalismo bizantino. Nel 1010 Ascoli insorge e caccia i Bizantini. Nella primavera del 1022 l’Imperatore Enrico II con il Papa Benedetto VIII assedia Ascoli e la occupa, ma la dissenteria costringe l’esercito imperiale a ripiegare. Nel 1027 l’Imperatore Corrado II il Salico concede Ascoli ai Normanni. Nel 1039 il Catalano bizantino Niceforo Ducliano insegue i filonormanni fino ad Ascoli, che passa nuovamente ai Bizantini. Ducliano muore ad Ascoli l’11 gennaio 1040 e alla sua morte la città ritorna in mano ai Normanni. Nell’autunno del 1040 il Catalano bizantino Michele Ducleano attaccò Ascoli e vi fa impiccare uno dei ribelli filonormanni. Nel 1041 Ascoli, dopo la battaglia di Monte Maggiore del 4 maggio, diventa dominio di Guglielmo Fortebraccio (o Bracciodiferro), Conte di Puglia e primogenito di Tancredi d’Altavilla. Guglielmo Fortebraccio muore nel 1046 ad Ascoli che passa sotto il dominio del fratello Drogone. Nel marzo del 1049 il Papa Leone IX, al secolo Brunone di Toul, cugino dell’Imperatore Enrico III (1039 – 1056), diretto a Melfi dove governano i Normanni feudatari e protettori della Chiesa romana, passa per Ascoli, diventando così il primo Papa che visita Ascoli. Nel 1062 il Principe normanno Roberto il Guiscardo dà in feudo all’Abazia benedettina della SS. Trinità di Venosa la metà della città di Ascoli e del suo territorio, compreso il casale di Corneto. Ascoli insorge contro Roberto il Guiscardo nel 1078, ma la rivolta viene sedata. Nel 1079 il Conte Abagelardo sconfigge Boamondo, figlio di Roberto il Guiscardo, assedia e conquista Ascoli, ma Roberto giunge con un esercito calabrese, attacca e riconquista Ascoli, nei cui pressi sconfigge e ferisce Abagelardo. Nel 1082 Ascoli insorge contro il figlio di Roberto il Guiscardo, Ruggero , che si rifugia nel castello di Troia. Troiani e Ascolani lo assediano, ma i rinforzi normanni per rappresaglia prendono e incendiano Ascoli. Nel 1087 forti scosse di terremoto interessano Ascoli. Nel 1088 governa Ascoli il viceconte normanno Adelferio. Nel 1127 Ascoli insorge nuovamente contro i Normanni, ma Ruggero II doma l’insurrezione. Anche nel 1131 Ascoli insorge sempre contro i Normanni pronta a dichiararsi vassalla dell’Imperatore svevo Lotario II, il quale, però, non interviene e nell’agosto del 1133 Ruggero II, per rappresaglia, rade al suolo Ascoli, riducendola a tre casalia, e l’antica Cattedrale che si trovava nel quartiere Frontino, oggi collina Pompei. Nel 1137 l’Imperatore Lorario II batte Ruggero II ed Ascoli passa sotto Rainulfo, ma poi Ruggero II rioccupa la città. Nel 1161 l’ebreo Beniamino di Tudela giunge ad Ascoli in visita alla comunità ebraica locale composta da una quarantina di famiglie. Nel 1185 è feudatario di Ascoli Ricardo di Balvano. Nel 1190 viene assediata da Riccardo d’Acerra, cognato di Tancredi, Conte di Lecce, perché in ascoli si era rifugiato Ruggero d’Andria dopo che costui, insieme a Enrico testa, inviato dall’Imperatore Enrico VI, avava saccheggiato e distrutto Corneto. Nel 1254 onsorge contro l’Imperatore Corrado IV, ma nel mese di aprile viene assalita e saccheggiata. Nell’ anno dopo, 1255, Ascoli ritorna sotto il potere del legato papale Uberto degli Ubaldini, uccidendo il governatore imperiale. Nell’ottobre Manfredi non potendondo, quindi, entrare in città, si ferma a Palazzo d’Ascoli prendendo degli odtaggi in pegno e passa per Corneto che gli è fedele. Nel 1272 il Re Carlo d’Angiò concede Ascoli in feudo a un ufficiale guelfo, Guido de Arcellis che muore nel 1276 e Ascoli ritorna alla regia corte. Il 10 febbraio 1280 lo stesso Re conferma al Capitolo Cattedrale di Ascoli il diritto di riscuotere le decime nel territorio di Ascoli, Candela e Corneto. Nel 1284 Ascoli passa in feudo al Conte Cristoforo d’Aquino, figlio di Margherita di Sangro, Contessa di Ascoli. Nel 1301 per evitare le frequenti sommosse degli ascolani contro il fiscalismo angioino, vengono nominati quattro sindaci, che si recano a Napoli presso il Re Carlo Ii d’Angiò, per concordare le forme e le aliquote fiscali. Viene così stabilita una tassa unica che colpisce duramente e proporzionalmente i lavori manuali più pesanti, le arti, i mestieri, i commerci, le industrie e le professioni. Nel 1347 il Re Ludovico d’Ungheria, venuto a vendicare contro la Regina Giovanna I la morte del fratello Andrea, passa per Ascoli; allora i sindaci ascolani ottengono che la città venga liberata dal dominio feudale dei sabrano e dichiarata regia. Il Re alloggiò nell’ospizio presso la Chiesa della Misericordia. Ma i fautori dei Sabrano da una vicina abitazione, per mezzo di una canna, porsero al Re, che era alla finestra, la richiesta scritta di restituire il feudo al Conte Sabrano. Ludovico acconsentì e, alla sua partenza, il Conte Sabrano convocò gli ascolani più ricchi e influenti, promettendo perdono e clemenza se gli consegnassero oro e gioielli. Ma, quando li ottenne, li fese massacrare tutti nel suo castello. Nel 1390 diviene feudo di Benedetto Acciaiuoli di Firenze, Conte di Noia, che sposò la Contessa di Ascoli Roberta di Sabrano. Il 5 dicembre 1456 Ascoli è colpita, di notte, da un forte terremoto. Nel 1462 Ascoli si arrende al Re Ferrante d’Aragona, in quale nel 1484 la concede in feudo ad Orso Orsini e, dal 1490 passa il dominio di Ascoli ai suoi figli Raimondo e Roberto. La dizione Asculum Apuliae è usata dalla Santa Sede per indicare la Diocesi di Ascoli Satriano. La dizione Ascoli in Capitanata si trova in una cartina del 1703 del Pacichelli, abate e cartografo napoletano. La dizione Asculum Satricum, città della Daunia oggi Capitanata, si trova in un documento dal titolo:

MEMORIA ANTIQUITATIS SITUS, AC REGIMINIS ASCULI DAUNIAE, CUI ACCEDIT SERIES SUORUM EPISCOPORUM USQUE AD ANNUM 1853

così come le dizioni di Asculen, e Asculum Appulum.
La dizione: "URBS TRIDENS", è l’appellativo con il quale viene chiamata Ascoli, nel secolo XVI: “città tridente” cioè posta su tre colline. Questa dicitura si trova nell’iscrizione incisa sull’arco d’ingresso alla Cappella di S. Giuseppe della Cattedrale di Ascoli e situata all’estremità del braccio sinistro del transetto. Da allora quest’appellativo o metafora non è stato più usato. Il 21 luglio 2003, con decreto del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi viene concesso ad Ascoli Satriano il titolo di Città.