PONTI DI PAROLE, LA RUBRICA GIORNALISTICA DI MONS.LUIGI RENNA SU...ECONOMIA E VANGELO...

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DaCerignolaViva.itLa forza della coscienza nel film di Roberto Andò,"Le Confessioni"A metà strada tra il"thriller"e un film che aiuta all'introspezione,l'ultimo lavoro di Roberto Andò,con Toni Servillo, ha il coraggio di trattare"temi forti"come quello delle decisioni dei"Grandi della terra"in materia economica,e quello della coscienza che non si rassegna ai compromessi col male.Tra i protagonisti troviamo un silenzioso e disincantato Toni Servillo,che si muove pacatamente sul set con la sua tonaca di monaco,finché alla fine del film pronuncia parole di fuoco davanti alla salma di un presidente della banca mondiale,morto suicida durante un G8."Hanno venduto il giusto per denaro e il povero per un paio di sandali,essi che calpestano come la polvere della terra la testa dei poveri e fanno deviare il cammino dei miseri":sono queste le parole del profeta Amos che risuonano severe e liberatrici negli ultimi minuti del film,sulla bocca del"monaco"Servillo.Che senso ha in una riunione del G8 una citazione biblica così severa?Credo che essa sia un forte richiamo all'ascolto della coscienza,intesa non come un"contenitore vuoto"delle nostre piccole idee di bene,ma come il luogo dove risuonano le verità e gli insegnamenti più grandi che abbiamo fatto nostri nella vita.Genitori,educatori,maestri,uomini e donne che con i loro appassionati ideali,
hanno plasmato la nostra coscienza e con essi,come un filo rosso,il Vangelo,che ha contribuito a creare in noi quel parametro assoluto con il quale facciamo i conti nelle scelte.Nel film"Le confessioni"si getta un ponte che nella vita di molti è ormai ridotto ad un cumulo di macerie: quello tra l'economia e il Vangelo.Si tenta di gettare un ponte tra l'economia con le sue logiche di profitto,che come un mostruoso"Kronos"divora l'umanità,e il Vangelo,che proclama"beati"i poveri,gli afflitti,i puri di cuore.Su queste macerie si è levato il severo monito di Papa Francesco:
"Non possiamo più confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato.La crescita in equità esige qualcosa di più della crescita economica,benché la presupponga,richiede decisioni,programmi,meccanismi e processi specificamente orientati a una migliore distribuzione delle entrate,alla creazione di opportunità di lavoro,a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo"(Evangelii gaudium,204).
Gettare ponti tra coscienza ed economia significa pensare in maniera diversa da fini e modalità del mercato,guardando piuttosto ad uno sviluppo animato da un umanesimo plenario,che promuova tutti,che includa e non escluda nessuno,che sia sostenibile dalla casa comune che si chiama Terra.Una nuova economia è possibile, anzi è già presente nell'esperienza e nel coraggio di pochi.Alla fine del film,una citazione–mi sembra–della fine di"Lunga vita alla signora"di Ermanno Olmi,ci riconsegna la speranza che un nuovo corso è possibile:un cane,fido amico di uno dei potenti della terra,lascia il suo padrone e segue il monaco incamminato sulla via del ritorno.Forse segno di una coscienza liberata dal giogo del "dio Mammona".Mons. Luigi Renna Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano.